Bitcoin verso la fine : i motivi della sua sconfitta in ambito pagamenti

I bitcoin, a partire dal 2009, hanno suscitato un crescente interesse, soprattutto per la possibilità di essere un concreto strumento di pagamento alternativo, non controllato dalle banche, e indipendente dalla valuta.

L’interesse suscitato dal bitcoin ha aumentato il suo valore intrinseco da pochi euro fino ad oltre 6000. Con il passare del tempo, tuttavia, la sua diffusione come strumento di pagamento si è arrestata. Risulta abbastanza evidente che molte delle aziende che avevano appoggiato e sostenuto la moneta virtuale, incuriosite dalle possibilità dei bitcoin, hanno fatto marcia indietro.

Un caso emblematico sono gli Amazon Coins. Amazon, ad inizio ottobre 2017, compra diversi domini come amazoncryptocurrencies.com, qualcuno se ne accorge e da vita ad un rumor secondo il quale amazon introdurrebbe i bitcoin per gli acquisti sul sito. Ma nonostante ciò il colosso di Jeff non prosegue su questa strada ed implementa gli Amazon Coins. Ad oggi i domini acquistati da Amazon risultano abbandonati.

Perchè le aziende fanno marcia indietro?

Il motivo è soprattutto tecnico: il limite di produzione dei bitcoin è stato raggiunto. La velocità delle transazioni bitcoin è piuttosto lenta (50 al minuto) rispetto alle esigenze di amazon (1000 al minuto). Parliamo poi dei costi: con un valore così alto spostare bitcoin costa quanto pagare con carta di credito, se non di più. Come se non bastasse, dal momento dell’inizio della transazione al momento della fine il valore del bitcoin potrebbe essere cambiato di una misura considerevole così che al momento della conversione in moneta il venditore si ritroverebbe con un pagamento di diverso importo. Ed ecco che i bitcoin diventano inutili, per amazon e per gli utenti.

Il Bitcoin ad oggi è un Asset, niente di più. Un modo per speculare. O meglio, giacchè la curva della long position è in discesa il bitcoin è diventato una bolla speculativa che a breve (ma non si sa quando, ed è questo il bello) risucchierà i soldi dei poveri risparmiatori scemi.

Un futuro verso l’ethereum ?

Per poter conservare un valore queste criptovalute devono servire a qualcosa. L’ethereum può essere usato per gli smart contract, ma a dirla tutta è molta teoria e poca pratica. Abbiamo approfondito la faccenda e ad oggi ne esistono pochissime applicazioni reali valide. Il costo degli ethereum continua a salire e ciò rende proibitivo l’uso degli smart contract. Comunque ad oggi non esiste una società che consenta di richiederli su commissione. Le transazioni sono più veloci del bitcoin ma altre criptvalute, come Stellar, sono moooolto più veloci.

Un consiglio finale?

Comprate, si. Ma dopo il crollo. Dobbiamo spurgare la bolla dei bitcoin. Quando accadrà porterà giù anche tutto il resto. Semmai sorgerà un modo concreto per utilizzare gli ether nella vita reale o virtuale ma NON come Asset, allora li comprerò. Per ora è come tirare una moneta senza neppure conoscere la percentuale di testa e croce.

Una previsione sul crollo ?

A giudizio di chi scrive il bitcoin non supererà l’estate. Arriverà a valere 4500 dollari a meta luglio e 2000 a inizio agosto.

ecomostro

Combatto per la gioia del lettore, trapassando le infide insidie della scrittura e crogiolandomi in un finale agrodolce.

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